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gay e attacco di panico

 
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Inviato: Mar Dic 12, 2017 9:49 pm    Oggetto: Ads

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Registrato: 20/05/06 08:31
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MessaggioInviato: Mer Apr 07, 2010 12:55 pm    Oggetto: gay e attacco di panico Rispondi citando

Salve ho 33 anni, sono gay e soffro di attacchi di panico.
Il primo nel '95 dopo la perdita di mia madre, il secondo nel 2000 senza cause apparenti, il terzo nel 2001 dopo una storia sentimentale da chiudere e una alle porte già aperte.
Nel 2005 ho perso mio padre ma non ho avuto nessun attacco e l'ultimo nel gennaio del 2007 e tutt'oggi persiste.
Premetto che soffro molto con la salute, coleicistectomia, morbo di groves alla tiroide, operato, porpora vascolare, fibrillazioni sopraventricolari parossistiche, ablato nell 2005 e come ciliegina sulla torta sclerosi multipla trattata con interferone ma senza successo e ora sono in attesa di immunosoppressori ma sembra che il mio quadro immunologico non sia dei migliori.
Fattori scatenanti possono essere tanti tra me e me mi chiedo,ma non riesco a venirne fuori.prendo dello xanax 0,25 ma è uguale.
Oggi convivo da 4 anni con la solita persona che per giunta è meravigliosa e vorrei vivere, nonostante tutti i problemi di salute una vita accanto a lei pressochè decente ma il panico spesso mi limita anche per andare a bere un caffè insieme la sera.
Esisterà una via d'uscita, ma qual'è?
grazie

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Zisa



Registrato: 20/02/06 16:56
Messaggi: 38

MessaggioInviato: Mer Apr 07, 2010 1:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gentile Utente,
Mi spiace dover essere molto vago sul suo caso che , comunque, SOLO da quanto lei mi descrive, è estremamente complesso e colmo di inevitabili dolori che possono aver reso la sua modalità di viversi sensibilmente vulnerabile al quadro ansioso.
Quanto mi riporta, al di là del quadro clinico del suo stato di salute, è molto vago per quanto riguarda ciò che lei mi definisce come attacchi di panico, mi spiego meglio; a quanto lei dice ha avuto solo 4 attacchi di panico i primi dei quali a distanza persino di anni e che attualmente è divenuto persistente (mi chiedo che vuol dire?!). Intende forse dire che

OGNI giorno, mediamente ogni minuto, in ogni attività che svolge, in ogni luogo e con chiunque lei si trovi è afflita dalla sintomatologia dell'attacco di panico?
SPERO e credo di no.

Le dico questo perchè gli attacchi di panico sono terribili e angosciosi, ma moltissima della sintomatologia è legato all'Ansia costante e omnipresente della possibile "ricaduta", cioè la paura di aver un attacco di panico, che PUO' essere davvero perserverante e finire con l'essere enormemente invalidante.

Distinguere tra Ansia e Attacco di panico può sembrare spaccare il capello in 4, ma nel suo caso è la prima opportunità di ridefinire il problema ed affrontarlo con strategie mirate ed efficaci.

Lo Xanax è una blanda risposta che spesso viene portata a 0.50 laddove non se ne vedono i miglioramenti (ma per questo cambio di prescrizioni, sopratutto con la sua situazione fisica, dovrebbe sentire il suo medico curante o lo psichiatra di riferimento).

Chi ha come me una formazione da psicologo comprende l'ausilio della farmacoterapia e tuttavia preferisce aggredire al sintomatologia ansiosa con metodi che non siano di eterogestione (utilizzo di principi attivi del farmaco) quanto a ripristinare e consolidare la capacità dell'individuo di far fronte, contenere e dissipare l'ansia o il panico in eccesso.

Normalmente una buona psicoterapia da sempre ottimi risultati sul quadro ansioso così come quello di attacchi di panico, basta solo scegliere il terapeuta e il tipo di psicoterapia più confacente a lei ( psicologia dinamica, psicologia cognitiva, ecc...).
Tuttavia questa sintomatologia produce in chi ne è colpito un malessere che spesso NON permette di vivere adeguatamente la propria quotidianità ecco perchè si consigliano terapie BREVI (ipnositerapia, terapia strategica, ecc..) piuttosto che terapie di stampo analitico (psicoanalisi, psicologia junghiana,ecc.)la cui impostazione per centrare il problema e risolverlorichiede spesso molto tempo.

I percorsi brevi si pongono un target di tempo di circa 20 sedute per rimuovere la sintomatologia e nel caso di proseguire con una terapia supportiva, le terapie dinamice richiedono un paio di anni con cadenza bisettimanale.
Detto questo il problema da lei lamentato è molto conosciuto e adeguatamente gestibile da un buon intervento tarapeutico, quindi mi sento libero di dirle che se lo desidera ed è ben motivata non può che trovare sicuramente un buon giovamento dall'iniziare un percorso di psicoterapia.

Il resto è solo una questione di tempi, costi e sensibilità personale circa il terapeuta che la dovrà accompagnare in questo percorso, le ricordo soltanto che lei è una cliente; ed avrà sempre la possibilità di scegliere la persona più giusta per se stessa e per la sua terapia.

SE ha voglia può fornire altre informazioni circa il suo stato e contattarmi privatamente al fine di farmi sapere il suo comune di residenza; in tal modo potrò cercarle di dare i nomi di alcuni colleghi referenziati sul suo territorio altrimenti si fidi di amici/amiche o telefoni all'albo degli psicologi della regione di appartenenza.

Essendo uno specialista in ipnosi OVVIAMENTE avrei da illustrarle la velocità e l'efficacia di questo strumento terapeutico, ma, proprio perchè ognuno è fatto a proprio modo, anche questo potrebbe essere per lei irrilevante nonostante la rapidità e la dolcezza del metodo; per tal motivo rinnovo e sottolineo l'unico consiglio che posso darle alla luce di questi pochi elementi da lei forniti, cominci un percorso terapeutico con la massima tranquillità, l'aiuterà anche a far fronte all'enorme stress a cui il suo stato di salute la sottopone.

Mi permetto solo di gettare una morbida provocazione, laddove, nel suo narrarsi, mi ha fornito l'indicazione di suoi gusti sessuali che poco o
nulla hanno a che vedere con la sua sintomatologia, se non nel caso che questa sua preferenza possa ad oggi, per quanto agita, averla messa in una condizione di confusione circa la giustezza o meno delle sue gradevolezze; spero che lei sia consapevole che l'essere gay è un fatto estremamente personale e che piuttosto sono le "ripercussioni" e le "attribuzioni" del suo contesto sociale a poterle, a più livelli (conscio o incoscio), aver aumentato il suo vissuto ansioso o averle fatto vivere sensazioni di preallerta.

Mi scuso per le ovvie generalizzazioni e l'analisi così superficiale sia dei suoi ipotetici vissuti come dell'eventuali motivazioni, ma non potendo fare
di più con quanto riportato, possono essere estremamente grossolane, nuovamente rimando al collega che sceglierà la possibilità di fare inferenze sul suo personale agito e vissuto.

Sperando di esserle stato di aiuto e agurandole il meglio per lei e la sua compagna le progo i miei più sentiti saluti, in attesa dei pareri degli altri miei colleghi.

_________________
Dr. Massimiliano Zisa
Psicologo e Psicoterapeuta e Ipnotista
Socio Ordinario della Società Italiana Ipnositerapia e Psicoterapia Ericksoniana
Research Staff Monitor Ricerche Cliniche della S. C. Oncologia dell'A.S.F. di Firenze

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Registrato: 20/05/06 08:31
Messaggi: 56

MessaggioInviato: Mer Apr 07, 2010 1:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salve, la ringrazio per l'immeditata risposta e mi scuso di esser stata vaga e veloce nell'espletare quella che sembra la mia sensazione di attacchi di panico correlata poi dall'ansia!
Inizia con un gran dolore al petto,sudorazione fredda e gambe che tremano! Mancanza d'aria! Tachicardia,così viaggiare diventa impossibile! Stare in coda in macchina,nemmeno a pensarci! Andare a lavoro per fortuna devo solo attraversare una strada e a volte e un impresa!
L'attesa è una cosa che non riesco più a sopportare.
La spesa,on line per fortuna!
Questo è quello che mi succede ogni qual volta mi viene un attacco,che poi,giustamente come dice lei diventa paura della paura e non faccio più niente per mesi e mesi!
Nella mia vita ho avuto,come le ho detto,4 attacchi distanti ma quando ognuno di questi ha bussato alla mia porta sono rimasta bloccata 7/8 mesi in questo stato.
Ora è un periodo di questi!
Non esco,ho il terrore di uscire di casa se non per il lavoro perchè so che non posso farne a meno ma quando sono sul lavoro penso sempre che non vedo l'ora di andare a casa e quando ci torno,un fardello di 200kg se ne và!
La mia omosessualità non è mai stata un problema,sin da piccola,sia con i miei genitori che ora non ci sono più,sia con i miei fratelli non ho mai avuto problemi ne tanto meno con la gente,credo che mi vogliono bene per come sono,anche perchè con il mio aspetto ce l'ho scritto in fronte!
Per quanto riguarda il mio stato di salute non ne ho mai fatto un cavillo per fermarmi,anzi, ho sempre lottato e di questo ne sono fiera di me,altri al posto mio avrebbero ceduto(cosi' mi sono sentita dire)!
Lavoro in un locale pubblico e conosco e mi conosce mezza città.

Ho fatto un pò di psicoterapia per il passato ma dopo un pò di tempo,parlando sempre del problema mi sembrava di impazzire perchè è come se non ne uscivo mai,allora,dopo un pò smettevo di andarci e portando la mia mente altrove ritornavo a volare;questa volta è come se fosse più dura!
Un esempio lampante per me che è ancora indice di debolezza e forte ansia è andare a tagliarmi i capelli!
Le sembrerà una stupidaggine ma sono 10 anni che costantemente taglio i capelli ogni 14 giorni perchè mi piacciono rasati al punto giusto e il parucchiere dista dietro l'angolo 50 mt,in questo periodo non riesco ad andarci e mi sono piegata a chiedergli, data l'amicizia, di venire a casa
nascondendomi dietro il mio stato di salute, che in parte però è vero, in quanto, la sclerosi multipla che ho è remittente da oltre 2 anni e in questi ho avuto 2 parestesie dagli arti inferiori fino al sotto mammaria,quindi cammino un pò male non ci vedo molto bene,cioè il nervo ottico tira e sbando soventemente, allora mi spavento e parte l'ansia!
Questa sono io e spero di essermi spiegata meglio di quella che sono veramente e sò(credo)di venirne fuori anche stavolta!
Qual'è la causa scatenante in me, questo non l'ho mai capito, tranne la prima volta cioè dopo 10gg esatti la perdita di mia madre a 19 anni!
Da li in poi ho sempre preso cura di me stessa, in quanto, i miei erano separati e io vivevo con mia madre,dormivo con lei! Mio padre, gran personaggio, l'ho conosciuto solo a 23 anni, fino ad allora era
solo una figura che vedevo con gli occhi di mia madre, mentre, dopo la sua morte ho avuto occasione di conoscerlo e mi dispiace di averlo vissuto solo per pochi anni, solo7!
E' stato veramente un grande amico! I miei fratelli 4, due maschi
sposati e con prole, due sorelle medesime, vivono ad oltre 600km e le vedo 2 volte l'anno, fanno comune a loro!
Non soffro di questo, anzi, le dirò quando ci sono sono anche un pò pesanti!
Vivo con la mia compagna da oltre 4 anni come le ho detto e con lei è tutto sereno!
Non sò se veramente io voglia fare della psicoterapia ma sò soltanto che ho tanta voglia di tornare a vivere.
Grazie di avermi ascoltata e se qualcuno di voi terapeuti potesse essere a diposizione per me per far luce su questi miei ultimi 12 anni della mia vita
segnati da quest'ansia che mi divora....ne sarei felice perchè sono una persona che gli piace ridere e star bene, avrei tutti i presupposti per farlo....ma non sò più come si fà!
Grazie ancora per adesso e spero di essere stata un pò più chiara del primo messaggio!
Saluti!

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