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Disturbo di panico elevato
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Inviato: Dom Ott 22, 2017 7:09 am    Oggetto: Ads

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latham
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MessaggioInviato: Ven Mag 19, 2006 8:50 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
ho pensato"se mi viene" e mi è venuto l'istinto [...]sul lavoro ho cominciato a pensare " se mi viene.." e mi sono immaginata la scena che stavo male che stavo per morire" e ho cominciato ad agitarmi..[...]pensavo "sto per morire".

Cara Michela
come vedi tutto è iniziato da un semplice pensiero al negativo che ha implementato e generato ulteriori pensieri nefasti fino a provocare una tale ansia don non poter più essere contenuta e sfociata nei sintomi da te descritti.
Questa interpretazione al negativo, molto forte e immagino difficile da aggredire, è la causa del tuo "ritorno" a momenti più acuti del disturbo.
La tua eccessiva attenzione hai dettagli e la tua FERMA convinzione che questi siano tutti imputabiili all'attaco di Panico non fanno che confermarti l'erroneo, così un semplice mal di denti rischia di divenire una possibilità da "te interpretata" di un nuovo terribile esordio.
Non dubitare della risoluzione del tuo quadro e del buon proseguimento della tua terapia, ma sforzanti invece di imparare a alutare sempre più obiettivamente gli eventi e di interpretarli nella loro accezione più semplice e pura se non ottimistica.

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michela
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MessaggioInviato: Sab Mag 20, 2006 3:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

dal panico, si può uscire senza farmaci?io sono contraria a questi, ma leggo sempre di più nei forum che tantissime persone li prendono..così ho la paura che sia l'unica soluzione...e poi un altra domanda..durante l'attacco di panico, c'è il rischio che si possa completamente perdere il controllo? (so bene che già l'attacco di panico è una forma di non controllo..ma c'è il rischio di non riuscire + a calamarsi?) spesso leggo di persone che si imbottiscono di ansiolitici in quei momenti, ma io non voglio e finora non l'ho mai fatto..
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latham
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MessaggioInviato: Mar Mag 23, 2006 7:41 am    Oggetto: Rispondi citando

Per tornare alla metafora terapeutica del "raffreddore" o dell'"influenza (senza sminuire il disturbo da attacchi di panico) porrei l'accento sul fatto che ognuno di noi cerca e risolve i sintomi nella maniera che gli è più propria così come gli specialisti tendono ad utilizzare metodi più o meno a loro avviso ritenuti efficaci. Alcune persone preferiscono ricorrere a farmaci anti-influenzali preventivi (vaccini), altri al primo colpo di tosse fanno uso di uno sciroppo antimucotico, altri preferiscono lasciare che la malattia faccia il suo corso, riguardandosi, e vada in regressione spontanea. E' vero che data la singolarità e le sensazioni sgradevoli dell'attacco di panico, molti dei pazienti richiedono SUBITO un intervento efficacie, che ovviamente bypassa il normale lavoro di razionalizzazione e elaborazione dell'origine del sintomo per andare a contenerlo; così facendo la farmacoterapia è di sostanziale aiuto MA finisce con il tempo con il sostituirsi al processo di cura o meglio di riequilibratura del sintomo. Molti altri pazienti NON amano l'uso di farmaci o hanno il timore di divenirne dipendenti, ecco perchè i pareri sono così diversi. Soventemente i terapeuti vi ricorrono per brevi periodi dando farmaci a larga banda e a minimo dosaggio per limitare l'esacerbare della sintomatologia; può anche capitare che con il tempo il paziente aumenti da solo il dosaggio o si auto somministri quantitativi sempre più alti in cerca di "contenimento dell'ansia" pre attacco.

Eviteri quanto più possibile l'uso di farmaci se non consigliati dal vostro medico di base e da uno psichiatra. Ma sopratutto lascerei alla sensibilità e alla valutazione dello psicologo/psicoterapeuta se o meno proporre questo tipo di terapia supportiva; fermo restando che tale metodica NON ELIMINA in alcun modo il problema ma aiuta solo a contenerlo.

Cordiali Saluti

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michela
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MessaggioInviato: Mar Mag 23, 2006 11:08 am    Oggetto: Rispondi citando

durante l'attacco di panico, c'è il rischio che si possa completamente perdere il controllo? insomma è pericolo?
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michela
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MessaggioInviato: Mar Mag 23, 2006 11:08 am    Oggetto: Rispondi citando

c'è il pericolo che una persona non riesca + a calmarsi o riprendere il controllo?
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latham
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MessaggioInviato: Ven Mag 26, 2006 7:50 am    Oggetto: Rispondi citando

No, Michela.
questo pericolo non c'è! Wink
Vi è l'unico possibile inconveniente sempre usato dal nostro corpo in questi casi di massima tensione. Quando il carico psicologico è eccessivo il limite massimo di "pericolosità" raggiungibile è che il nostro sovraccarico sia eliminato attraverso un comunissimo "svenimento".

Il blackout conseguente e la completa impossibilità di creare ulteriori idee ansiose vanno a produrre di contropartita un vuoto di immagini ansiosie che riequilibrano le nostre fantasie; normalizzandole.

E' tuttavia raro che questo si verifichi, poichè chi ha sperimentato un attacco di panico sa bene di aver combattuto già la "paura di morire" e di esserne sopravvissuta, quindi più che svenire il pericolo maggiore sta nel dover vivere in pochi attimi un sovraffolamento di pensieri negati, che tuttavia si sa decresceranno con la stessa intensità con cui sono insorti.

E' quindi un terribile yo-yo...che però non spezza quasi mai il filo, garantendo a chi ne soffre una notevole possibilità di allenarsi a vivere sottotensione, e con il tempo di dirottare l'ansia in aspetti sempre più marginali COSTRINGENDOLA a esistere solo laddove è funzionale.

Molte tecnihce di rilassamento, quale Training autogeno, meditazione , yoga, ipnosi, ecc...mostrano effetti molto buoni e perduranti della gestione di questi quadri, quindi alla terapia che sta seguendo mi sento di poterle consigliare, qualora ne avesse voglia e tempo, di provare ad avvicinarsi ad uno di questi corsi e vedere quale e se ne può trovare giovamento.
Cordiali saluti

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michela
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MessaggioInviato: Ven Mag 26, 2006 10:00 am    Oggetto: Rispondi citando

in ogni caso, con tutti gli attacchi di panico avuti finora non è mai capitato di svenire, quindi probabilmente non ne sono soggetta..

non ho capito bene. questa cosa, puoi spiegarmi meglio?:
E' quindi un terribile yo-yo...che però non spezza quasi mai il filo, garantendo a chi ne soffre una notevole possibilità di allenarsi a vivere sottotensione, e con il tempo di dirottare l'ansia in aspetti sempre più marginali COSTRINGENDOLA a esistere solo laddove è funzionale.


per quanto riguarda l'ansia, ci sono solo attimi in cui mi viene, per il resto della giornata sono sempre molto tranquilla, mi sento talmente rilassata che dormirei..

quando ho l'ansia applico una tecnica di respirazione che ho imparato tramite un libro.

gli attacchi di panico non sono + frequenti come prima..ma ogni tanto la paura ritorna..credo ci voglia anche molta pazienza..ma se ne esce, no?
da questo "male" si guarisce vero?
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latham
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MessaggioInviato: Ven Mag 26, 2006 10:23 am    Oggetto: Rispondi citando

Si! Si guarisce. O nei casi più acuti si vive una condizione OCCASIONALE che comunque non esplode mai con l'intensità dei PRIMI attacchi di panico; come dire che ci si fa il callo e non ci si presta più attenzione in quei 2 o 3 attacchi l'anno.

Citazione:
E' quindi un terribile yo-yo...che però non spezza quasi mai il filo, garantendo a chi ne soffre una notevole possibilità di allenarsi a vivere sottotensione, e con il tempo di dirottare l'ansia in aspetti sempre più marginali COSTRINGENDOLA a esistere solo laddove è funzionale.



nei casi INIZIALI e più GRAVI, il tempo di fluttuazioni tra gli episodi acuti e i momenti di tranquillità sono estremamente corti. Per cui ad un attacco di panico può capitare che se ne verifichino altri dovuti allo stato di PRE-allerta del paziente. Con il tempo tali fluttuazioni si presentano con frequenza minore (come nel tuo caso) e alla fine scompaiono completamente. Questo processo è per lo più inconsapevole e non lasciato al controllo del paziente che SENTE di subire queste fluttuazioni senza considerarsi AGENTE e creatore di tali stati e di tali fluttuazioni.

Essendo invece il sintomo generato dall'eccessiva creazione di idee e aspettative ansiogene, il sintomo finisce per essere aumentato o diminuito ATTRAVERSO un costante allenamento del paziente al controllo delle idee ansiogene con immagini e idee traquillizzanti. Ecco perchè le tecniche elencate possono migliorare sensibilmente il quadro clinico

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michela
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MessaggioInviato: Lun Giu 05, 2006 2:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

mi sto rendendo conto che gli attacchi di panico sono sempre meno presenti, ma si sono sostituiti a questo, che non so come si chiama:
prima di fare una qualsiasi cosa (tengo a precisare che non accade sempre..dipende dai giorni)mi sento un blocco dentro..come se avessi un freno a mano tirato..poi iniziano i soliti pensieri..che mi portano agitazione.. e mi sento dentro come una crisi..di nervoso...o di pianto..
a volte invece sempre a causa di alcuni pensieri tipo:"ma come si fa a vivere così?" mi capita di sentire come una specie di angoscia.. forse è paura?..

e comunque...mi chiedo, certi pensieri spariranno? mi danno troppo fastidio, perchè mi rendo conto che sono negativi e disfunzionali, io non vorrei avere questi pensieri, ma perchè cavolo mi vengono? perchè nonostante io non li voglio, loro arrivano? mi fanno sentire anormale in parte alle altre persone..
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michela
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MessaggioInviato: Lun Lug 03, 2006 8:44 am    Oggetto: Rispondi citando

buongiorno,

ho sentito che il dap è dovuto anche a una carenza di sostanze nel cervello...

e' vero? se si, questo significa che bisogna curarsi solo con farmaci?!


grazie
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latham
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MessaggioInviato: Lun Lug 03, 2006 1:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cara Michela,
l'esemplificazione che riporta è un pò troppo estrema Wink
Tutte le disfunzioni del nostro essere "persona", e quindi, soma (corpo) portano a mutamenti e disfunzioni metaboliche più o meno evidenti e sostanziali. Tutti i disturbi fisici e psicologici e psicofisiologici si ripercuotono in aspetti specifici del nostro essere corpo e mente.

Di conseguenza il DAP come molte altre psicopatologie o disturbi psicologici, modificano e disalterano l'equilibrio dei nostri neurotrasmettitori. Questo lo si può dire però per una febbre o qualsiasi altro dolore fisico.

L'idea più "pericolosa" e quella che soggiace alla sua domanda, e che se mi permette credo di poter definire, è SE un disturbo psicologico possa essere dovuto a una patologia Neuroendocrina che NON permetterebbe al cervello di recuperare e/o rigenerare DA SOLO i neurotrasmettitori essenziali.

SE questo era il suo dubbio posso solo dirle che OVVIAMENTE esistono patologie NEUROLOGICHE e gravi TRAUMI che possono portare a questi GRAVISSIMI eventi, ma che per lo più non riguardano le psicopatologie quanto alla neuropatologia.

Rimane ovvio che l'uso di farmaci può permettere un rapido recupero dell'equilibrio e alle volte spingere il nostro organismo a riattivarsi nell'autoproduzioni dei neurotrasmettitori disequilibrati, tuttavia ad oggi l'abuso di psicofarmaci e l'autocura prolungata ha prodotto l'effetto opposto, rendendo ciò che poteva essere un adiuvante della cura un serio pericolo per la dipendenza piscofisica del nostro organismo.

Si rimanda quindi al proprio terapeuta e ai medici di competenza (psichiatri) la taratura e la posologia di tali farmaci.

Per quanto riguarda la nostra formazione ci sentiamo di consigliare di evitarne l'uso se non nei SOLI casi consigliati e proposti dai vostri Professionisti, e di non rimettere al farmaco l'assurda pretesa di un autocura permanente.

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michela
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MessaggioInviato: Mar Lug 04, 2006 9:10 am    Oggetto: se... Rispondi citando

il mio psicoterapeuta non mi ha mai parlato di assumere farmaci, questo significa che c'è la possibilità che possa uscire dal disturbo del panico senza, no? tra l'altro è da un bel pò tipo 3 mesi che non ho + attacchi di panico e mi sento la paura lontanissima..ho ripreso a godermi la vita uscendo e divertendomi..la verità è che non mi sento + i confini come prima.diciamo che capita a volte di avere il pensiero " e se mi viene?" e una vampata di caldo in testa con un pò di ansia...ma niente di +....
quand'è che una persona si può ritenere guarita?


grazie!
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MessaggioInviato: Mar Lug 04, 2006 9:19 am    Oggetto: Rispondi citando

Semplicemente quando smette di guardare al passato ritenendolo facente parte del presente.

La guarigione è solo assenza di un distrubo, quindi spetta semplicemente al proprio giudizio personale valutare e ritenerci guariti.
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michela
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MessaggioInviato: Mar Lug 04, 2006 9:28 am    Oggetto: io.. Rispondi citando

sento il periodo degli attachi di panico lontano...a volte addirittura mi chiedo come facevo ad avere paura ad entrare in un supermercato..
poi invece magari mi capita di avere un attimo di ansia e allora quel periodo me lo sento + vicino...insomma forse questi sono gli ultimi colpi degli attacchi di panico...
volevo chiedere: conoscete persone che sono uscite dal dap x sempre con le psicoterapie brevi?

grazie
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latham
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MessaggioInviato: Mar Lug 04, 2006 4:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

Moltissime.

Basta consultare l'evidence base delle terapie brevi che annovera migliaia di successi (come del resto moltissime altre forme psicoterapeutiche).

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